Strudel

Nel grande spettacolo delle Alpi lo strudel occupa senz’altro il ruolo di protagonista principale della scena dolciaria. Basta questo nome tedesco a richiamare alla mente di adulti e bambini le immagini di valli incantate, di montagne accarezzate dalle nuvole e di boschi profumati.

Eppure le sue vere origini sono ben lontane dall’Europa centrale. Risalgono infatti a Bisanzio, l’attuale città turca di Istanbul, e ad uno dei dolci tipici dell’Impero Ottomano, il baklava.

Questa sfoglia a strati farcita di pistacchi e noci, che oggi possiamo gustare nelle gastronomie arabe, è arrivata attraverso le conquiste ottomane fino in Ungheria. Qui i pasticcieri hanno trasformato le sfoglie in un rotolo con un ripieno aromatizzato alla cannella chiamato rétes. La successiva annessione di questa regione da parte dell’Impero Asburgico ha poi portato questo dessert nelle cucine dell’Austria dove la ricetta è stata nuovamente rielaborata con l’aggiunta di mele e ribattezzata strudel.

Ogni cuoco ha la sua mela preferita per la preparazione dello strudel. Noi scegliamo la Renetta Canada, il simbolo della tradizione frutticola della Valle d’Aosta che per la sua polpa fine e profumata è fra le più adatte a tutte le lavorazioni dolciarie.

Sbucciamo e tagliamo le mele a pezzi che mescoliamo con zucchero, cannella, succo di limone, noci e uvette.

Intanto prepariamo la sfoglia con acqua, farina, olio e un pizzico di sale, che stendiamo molto sottile e cospargiamo di pan grattato.

Quindi versiamo il ripieno e lo avvolgiamo, cuocendo in forno fino a quando il dolce non assume il suo aspetto finale dorato e croccante.

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